NIEHS: l’Istituto Nazionale per le Scienze di Sanità Ambientale (National
Institute of Enviromental Healt Sciences, NIEHS) degli Stati Uniti ha
completato il suo programma RAPID, durato cinque anni.
Il programma RAPID ha replicato ed esteso
quegli studi che segnalavano effetti con potenziali implicazioni per la salute
ed ha condotto ulteriori studi per stabilire se effettivamente l’esposizione a
campi ELF avesse qualche conseguenza sulla salute umana.
Nel giugno 1998, il NIEHS ha convocato un
gruppo di lavoro internazionale per una revisione critica sui risultati della
ricerca, arrivando alla conclusione che i campi ELF siano classificati come
"possibili cancerogeni per l’uomo" .
Questa è la più bassa di tre categorie
("possibilmente cancerogeno per l'uomo", "probabilmente
cancerogeno per l'uomo", "cancerogeno per l'uomo") usate
dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), per classificare
l’evidenza scientifica relativa ad agenti potenzialmente cancerogeni.
"Possibile cancerogeno per l’uomo"
è una classificazione usata per denotare un agente per il quale vi sia una
limitata evidenza di cancerogenicità nell’uomo ed un’evidenza meno che
sufficiente negli animali da esperimento.
CEM:
Il progetto internazionale CEM dell’OMS è stato avviato per trovare risposte
agli interrogativi esistenti su possibili problemi sanitari connessi
all’esposizione a campi elettromagnetici.
Sono state condotte delle analisi critiche
dei dati scientifici e sono state identificate le eventuali carenze nella
conoscenza. Ciò ha portato a definire un calendario di ricerche per i prossimi
anni, che consentiranno di effettuare migliori valutazioni dei rischi sanitari.